Alla ricerca del sublime

da sabato 2 Maggio 2026 a domenica 24 Maggio 2026
Oggi
Locandina Alla ricerca del sublime

Alla ricerca del “sublime”. Cinque mostre personali in parallelo alla Vi.P. Gallery in Valcamonica, tra realismo e astrazione, tra fotografia, pittura e scultura: i fotografi camuni Emilio Ricci e Pino Veclani, i pittori bergamaschi Emilio Gualandris e Alessandra Cantamessa e lo scultore milanese Rinaldo Degradi.

Sabato 2 maggio 2026 alle ore 16 si inaugura una formidabile cinquina di mostre personali nelle sale della Vi.P. Gallery – Virgilio Patarini Arte Contemporanea a Niardo (BS), in via Nazionale, 35:
nello Spazio Brunelleschi e nella saletta De Chirico il pittore figurativo bergamasco Emilio Gualandris con la personale “Finestre sulla realtà: il fiore della bellezza”,
nella sala Leonardo l’astrattista del lago di Endine Alessandra Cantamessa con “Le allusioni della materia”,
nella sala Michelangelo e nella saletta Caravaggio due camuni decani della fotografia naturalistica e di paesaggio come Emilio Ricci e il compianto Pino Veclani rispettivamente con “La montagna che vive” e “Terre alte”
e qua e là in tutta la galleria le opere astratte dello scultore milanese Rinaldo Degradi con “Architetture nello spazio”.
Le due mostre di fotografia sono a cura di Graziano Filippini, quelle di pittura e scultura sono a cura di Virgilio Patarini. Le mostre sono visitabili dal mercoledì al sabato dalle ore 15 alle ore 18, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 fino 24 maggio. L’ingresso è libero.
Qui di seguito una breve presentazione di ciascun progetto. In allegato foto di opere in mostra.

Pino Veclani, “Terre alte”, a cura di Graziano Filippini
Le trenta fotografie del compianto Pino Veclani in mostra alla Vi.P. Gallery colgono l’attimo in cui le vette rivelano all’osservatore il prodigio ineffabile dell’Essere. Il Tempo e lo Spazio fondono in una visione che trasforma il paesaggio in qualcosa di prodigioso, al tempo stesso materiale e spirituale: un’aporia, un’apparente contraddizione. E lo spettatore contempla quello che i Romantici avrebbero definito “Il Sublime”. Sono terre “alte” innanzitutto dal punto di vista filosofico quelle fotografate dal fotografo di Ponte di Legno: il correlativo oggettivo di una visione metafisica dell’esistenza. E il silenzio, l’“infinito silenzio” di Leopardi, regna sovrano. “E sovvien l’eterno”. E in questa immensità s’annega il pensier nostro. (V.P.)

Emilio Ricci, “La montagna che vive”, a cura di Graziano Filippini
La quarantina di scatti di Emilio Ricci selezionati per questa mostra colgono l’attimo per antonomasia: l’istante in cui il camoscio spicca il salto da una roccia all’altra, il momento cruciale in cui un’aquila piomba dall’alto sulla preda. Come un cacciatore senza fucile, ma armato di macchina fotografica, il fotografo di Cedegolo colpisce la sua preda ma non la uccide: al contrario la immortala e immortala soprattutto la frazione di secondo in cui il movimento si scompone in immagine, ma senza perdere l’energia vitale che si condensa in bellezza da contemplare. Attraverso la macchina fotografica, come nel crogiolo di un alchimista, l’energia dell’azione di un essere vivente si trasmuta in oggetto d’estasi e di contemplazione per lo spettatore. (V.P.)

Emilio Gualandris, “Finestre sulla realtà: il fiore della bellezza”, a cura di Virgilio Patarini
In questa mostra personale di Gualandris vengono presentate una ventina di opere in cui due sono i soggetti ritratti con straordinaria perizia tecnica: motivi floreali e giovani fanciulle in fiore. Ed è cogliere la bellezza nella sua piena espressione ciò a cui anela il pittore di Osio Sopra, attraverso tagli e scorci inediti e spiazzanti accostamenti: l’inquadratura stringe sui particolari e le “finestre” da cui l’autore concede allo spettatore di fruire di tanta radiosa meraviglia della natura sono talvolta aperte accanto a spunti di pittura informale e talvolta a preziosi intagli lignei. Entrambi gli espedienti, l’accostamento a porzioni di quadro informale o a barocche incisioni decorative, hanno la medesima funzione: provocare nel fruitore un lieve senso di spiazzamento, affinchè la rivelazione della bellezza dipinta con icastica maestrìa ci appaia come una sorta di epifanìa. (V.P.)

Alessandra Cantamessa, “Le allusioni della materia”, a cura di Virgilio Patarini
In questa mostra si presentano alcuni grandi “arazzi”, alcune tele e alcune sculture di pietra nera e levigata: una varietà di opere che tuttavia presenta un approccio estetico coerente. In pochi anni l’artista bergamasca è andata mettendo a fuoco una sua personale poetica e un suo linguaggio che esplorano le possibilità dell’Informale nella direzione della forza e della capacità evocativa della materia. Spesso i quadri della Cantamessa sono veri e propri appunti di viaggio, ma di questi suoi viaggi in territori desertici e desolati, quello che resta nella memoria e sulla tela, quello che viene raccontato è la “materia” di cui sono fatti quei luoghi: le pietre, la sabbia, le sterpaglie, la pelle della muta dei serpenti, la terra spaccata e arsa dal sole. Una memoria tattile, più che visiva, evocativa e sensuale più che descrittiva. La materia allude a storie, personaggi, emozioni. Ed è la materia delle nostre emozioni che l’artista di Endine Gaiano mette in scena in ogni sua opera. (V.P.)

Rinaldo Degradi, “Architetture nello spazio”, a cura di Virgilio Patarini
La scultura di Rinaldo Degradi procede per sottrazione e astrazione, togliendo programmaticamente e sistematicamente ogni rimando figurativo alla realtà, ogni possibile narrazione o rappresentazione icastica, alla ricerca di un’espressione aniconica assoluta dai rimandi talvolta arcaici, fortemente ancestrale ed evocativa, altre volte potentemente moderna e contemporanea. Le sue sculture così finiscono spesso per assomigliare a totem post-moderni o a stele o menhir arcaico-contemporanei. Questo artista arriva ad una grande forza e capacità evocativa, al limite del “sacro”, attraverso un processo creativo originale e decisamente aniconico fondato su rigorose composizioni geometriche che costruiscono suggestive ed essenziali “architetture nello spazio”. (V.P.)

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Indirizzo

Via Nazionale, 35, 25050 Crist BS, Italia

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